Conosciamo l’ansia sociale

settembre 25th, 2011 by admin

Chi ne soffre

L’ansia sociale è un disturbo che interessa gran parte della popolazione. Secondo alcune ricerche ne soffre una percentuale che varia dal 6 al 13 per cento della popolazione. Ciò significa che l’ansia sociale è molto più comune di quanto non si pensi e di conseguenza un numero molto alto di persone vive con difficoltà le situazioni sociali.

Chi vive questa difficoltà in genere racconta di essersi sentito da sempre timido ed inibito oppure che l’ansia sociale è cominciata in adolescenza o nella prima età adulta.

Anche se la differenza è lieve, le donne che soffrono di ansia sociale sono più numerose degli uomini. Inoltre, spesso, il sesso della persona determina anche una certa diversità nella tipologia delle situazioni temute. Ad esempio, gli uomini identificano l’uso del bagno pubblico come una delle situazioni più temute, mentre le donne andare ad una festa è al primo posto tra le circostanze che generano ansia e paura.

In chi soffre di ansia sociale solitamente si riscontra la tendenza ad abbandonare la scuola o a frequentarla con un profitto più scarso rispetto alle effettive capacità della persona, a cercare lavori che richiedano un limitato contatto con gli altri o ad accettare incarichi di livello inferiore rispetto alle proprie competenze e ad avere più difficoltà relazionali.

Questo non significa assolutamente che chi soffre di ansia sociale sia meno valido degli altri, ma solo che si trova a combattere contro un nemico in più.

 

 

 

Le cause

Non è possibile individuare la causa principale a cui attribuire con certezza l’origine di questo disagio. Le cause sono molteplici e spesso intrecciate tra loro e vanno in genere ricercate nell’interazione tra le caratteristiche genetiche e l’ambiente .

 

Familiarità per i disturbi d’ansia

Il fattore familiarità è uno degli elementi che incidono in modo decisivo sulla comparsa del disturbo; con questo termine si fa riferimento alla presenza tra i membri della famiglia di un disturbo d’ansia ( non necessariamente ansia sociale). Esisterebbe quindi una forma di predisposizione biologica ovvero una sorta di fragilità innata che, in presenza di condizioni facilitanti, può rendersi manifesta. Di conseguenza è possibile affermare che i fattori genetici, almeno in alcuni casi, giocano un ruolo significativo.

 

 

Temperamento

Il temperamento è espressione della variabilità tra gli individui ed è presente fin dalla nascita. Ci sono individui che nascono con un temperamento più calmo e riflessivo e che tendono a cercare meno gli stimoli sociali ed a interagire meno con gli altri. Questo può portare ad allenare meno le proprie abilità relazionali e a costruire una rete sociale poco allargata. Le persone con un temperamento calmo e riflessivo mostrano una maggiore timidezza ed una sensibilità più acuta agli stimoli sociali. Tendono quindi ad essere fin dall’infanzia più chiusi nei confronti degli altri.

Fattori educativi

Altre caratteristiche di tipo ambientale possono contribuire allo sviluppo dell’ansia sociale:

Genitori ansiosi

crescere con un genitore ansioso comporta la costante esposizione ad un modello di comportamento dal quale si può apprendere che c’è da preoccuparsi, che è giusto aver paura e che è meglio stare alla larga dalle situazioni pericolose.  Un genitore ansioso può inoltre rafforzare nel bambino comportamenti di evitamento. Ammonizioni e richiami continui in presenza di possibili pericoli non fanno che rafforzare nel bambino la convinzione che il mondo è pericoloso e che lui non ha la capacità necessarie di fronteggiarlo. L’iperprotezione può tenere i bambini lontani da esperienze formative e da occasioni utili per imparare a fronteggiare le paure e le difficoltà.

Ipercriticismo

A volte invece i genitori possono essere nei confronti dei figli esigenti ed ipercritici al punto da far radicare in essi la convinzione di dover essere sempre all’altezza, di non poter commettere errori e più in genere di dover sempre soddisfare le aspettative degli altri.

Il bambino può imparare che il giudizio degli altri è fondamentale e convincersi che è essere criticati o disapprovati è veramente terribile. Inoltre un ricorso eccessivo alla critica può generare nel bambino la convinzione di non valer niente e scoraggiarlo ogni volta che ha l’occasione di mettersi in gioco.

Isolamento sociale familiare

 

A volte i genitori conducono una vita isolata e povera di contatti sociali, per timidezza, per mancanza di occasioni o per diffidenza nei confronti degli altri. In questo modo il bambino può essere privato delle occasioni per imparare ad avere interesse e fiducia negli altri, per abituarsi alla loro presenza e non aver timore. Inoltre, gli vengono a mancare occasioni concrete per imparare alcune abilità sociali di base come ad esempio salutare senza vergognarsi, esprimere le proprie idee, conversare senza timore.

Altre volte accade che i genitori stessi siano diffidenti nei confronti degli altri e trasmettono ai figli la convinzione che “la gente è cattiva” che “è meglio tener per sé le proprie opinioni” o che “gli altri vogliono solo approfittarsi”.

Apprendimento

Alcune ricerche hanno evidenziato che le persone che soffrono di ansia sociale possono aver vissuto esperienze traumatiche legate alla relazione con l’altro.

 

 

I sintomi

Area del pensiero:

  • Costante preoccupazione riguardo a ciò che penseranno gli altri
  • Pensare che qualsiasi cosa si faccia o si dica sia sbagliata
  • Convinzione di non poter sostenere la situazione
  • Pensare di essere osservati da tutti
  • Convinzione che gli altri non provino ansia sociale
  • Essere molto critici verso se stessi

Area del comportamento

  • Cercare di evitare la situazione
  • Evitare il contatto oculare
  • Cercare di non attirare l’attenzione
  • Provare a nascondere la propria difficoltà
  • Scusarsi senza ragione
  • Non dire NO quando si dovrebbe

Area delle sensazioni somatiche

  • Tensione muscolare
  • Nausea
  • Rossore
  • Vampate di calore
  • Balbettio
  • Sudorazione
  • Batticuore

Area delle emozioni e delle sensazioni

  • Senso generale di agitazione e di preoccupazione all’avvicinarsi della situazione temuta
  • Sensazione di incapacità
  • Sensazione di essere al centro dell’attenzione
  • Sensazione di imbarazzo

Senso di sconfitta e tristezza al termine della situazione



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