Prendersi cura dell’amore: la coppia dopo la nascita del primo figlio, sportello psicologico per i neo- genitori

ottobre 7th, 2011 by admin

L’arrivo di un bambino rappresenta un momento  di grande gioia per i genitori. Allo stesso tempo costituisce una vera e propria fase critica di transizione che richiede necessariamente una notevole capacità di cambiamento e di adattamento, soprattutto se si tratta del primo figlio.

L’arrivo del figlio mette i genitori nella condizione di doversi confrontare con le richieste di cura da parte del bambino, con le tensioni emotive che ne derivano, con le limitazioni in altre opportunità di vita e con le tensioni che si possono creare nella relazione coniugale.

Innanzitutto, l’arrivo di un figlio richiede un notevole impegno, sia da un punto di vista fisico  che emotivo, al quale il genitore non sempre è sufficientemente preparato. Sebbene alla nascita il bambino sia sufficientemente attivo, è comunque altamente dipendente dai suoi genitori. I risvegli notturni accompagnati dal pianto e le attenzioni e le cure costanti e tempestive, di cui egli necessita, comportano un dispendio notevole di energie fisiche da parte dei genitori. Ciò è particolarmente vero soprattutto per le neo mamme, poiché sono spesso queste ultime ad avere maggiori responsabilità nella cura dei figli, anche quando entrambi i partner lavorano e i compiti familiari sono attivamente condivisi dai mariti.

L’impegno richiesto ai genitori è ancora più elevato nel caso, frequente ed abituale, in cui questi si trovino ad essere coinvolti in attività parallele ( necessità di lavorare, presenza di altri figli, o di una persona malata in casa) nonché in presenza di caratteristiche fisiche o comportamentali nel figlio tali da renderne particolarmente onerosa la cura.

Inoltre, soprattutto il primo figlio e le prime fasi di vita coniugale richiedono spesso ai genitori di dedicare più tempo alla famiglia e rinunciare o limitare la propria indipendenza e autonomia, sacrificando parzialmente o totalmente altre attività e opportunità della loro vita, come la realizzazione in ambito professionale, l’accudimento degli altri figli, il provvedere alle faccende  domestiche e alla gestione dell’ economia familiare l’intrattenere attività ricreative o di svago e di relazione sociale. Tutto ciò può comportare un notevole stress, per esempio frustrazione per l’impossibilità di perseguire obiettivi personali o per la ridotta possibilità di distrarsi, nel caso di rinuncia di altre attività o preoccupazioni per il calo delle entrate economiche nel caso di riduzione delle ore di lavoro.

Infine l’arrivo di un figlio comporta anche una rinegoziazione dei ruoli genitoriali e del rapporto tra coniugi. Non solo si avvia una nuova relazione con il bambino , ma si modificano le relazioni  all’interno della famiglia.

La nascita di un bambino può produrre un declino della qualità ella relazione coniugale che può proseguire negli anni successivi. Al dispendio psicofisico e alla limitazione e rinuncia di altre opportunità della propria vita si aggiungono notevoli modificazioni nel modo di vivere la sessualità, una riduzione dell’interesse sessuale e dell’intimità e la nascita di gelosie e sensi di colpa con una riduzione sostanziale del livello di soddisfazione coniugale.

In questi casi l’adattamento dipende soprattutto dalla qualità della relazione coniugale precedente alla nascita del primo figlio e dal modo in cui la coppia reagisce al cambiamento che l’arrivo del figlio comporta.

Pertanto una riduzione sostanziale della soddisfazione coniugale si verifica prevalentemente in quelle coppie che vivevano una situazione di difficoltà sin da prima che il figlio nascesse. Quando il livello di soddisfazione è basso già dall’arrivo del primo figlio è poco probabile che migliori in seguito soprattutto in caso di coppie altamente conflittuali e di quelle in cui la condivisione delle responsabilità è scarsa.

L’adattamento all’arrivo del figlio è influenzato anche dall’ordine di genitura. La nascita del primo bambino, infatti, sollecita un maggiore cambiamento rispetto allo stile di vita precedente e un maggiore adattamento ad una nuova esperienza. Inoltre i figli primogeniti sebbene godano spesso di una relazione genitore- figlio più intensa costituiscono il banco di prova come genitore per cui i livelli di ansia e insicurezza sono più elevati.

Pertanto l’arrivo di un figlio soprattutto se primogenito, richiede ai genitori una certa capacità di adattamento e un sostanziale cambiamento rispetto allo stile precedente. I genitori devono confrontarsi con le richieste di cura da parte del figlio, con le limitazioni in altre opportunità di vita e con le tensioni che si possono  creare nella relazione coniugale. Tutto ciò può comportare un certo livello di ansia, stress, preoccupazione e insicurezza circa la propria capacità di fronteggiare in maniera adeguata la situazione. In alcuni casi i genitori non riescono a fronteggiare la crisi con il risultato di un disagio psicologico e di un disadattamento familiare.

E’ stato evidenziato però che una buona preparazione alla maternità e paternità è spesso sufficiente a diminuire le preoccupazioni e le paure dei futuri genitori e ad aumentare in loro un maggiore senso di controllo sulla situazione.

Risulta quindi importante prepararsi emotivamente a diventare genitori sia in modo autonomo sia qualora lo si ritenga opportuno con il sostegno e l’aiuto di un esperto.



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