L’insicurezza

agosto 31st, 2013 by admin

Incertezza
L’insicurezza è una condizione emotiva di cui tutte le persone normalmente fanno esperienza.
Si manifesta, prevalentemente, con una sensazione di smarrimento che fa dubitare di quello che si pensa e fa temere di prendere decisioni sbagliate.
Questa sensazione, spesso, è legata a circostanze temporanee e definite; cioè, si manifesta in concomitanza ad eventi importanti della vita (la perdita di una persona cara, il cambio di lavoro o di città, la fine di una relazione sentimentale, ecc.) che, più di altri, mettono la persona in discussione.
L’insicurezza, di per sé non è dannosa; anzi, in alcuni casi, può essere utile a farci compiere la scelta più giusta ed è, quindi, funzionale alla persona.
Tuttavia, l’insicurezza può diventare patologica quando, anziché essere legata ad una specifica situazione, diventa una sensazione che persiste nel tempo, che interessa più ambiti e che si fa sentire anche rispetto a banali decisioni quotidiane. Diventa un tratto di personalità che guida e condiziona quasi tutte le attività. In questi casi, l’insicurezza porta con sé la mancanza di fiducia nelle proprie capacità, l’abbassamento dell’autostima, un forte senso di fallimento, il timore di non essere in grado di fare le cose nel modo migliore e, addirittura, il timore di non riuscire a farsi volere bene dalle altre persone.
Tutto questo si esprime con diversi tipi di comportamento che, a seconda dei casi, possono essere più o meno patologici e che possono invalidare la vita di una persona

 

Le possibili cause dell’insicurezza

 

  • La mancata formazione della fiducia di base: con questo termine intendiamo quella considerazione positiva di sé che nasce nel bambino come diretta conseguenza della considerazione positiva manifestata nei suoi riguardi dalle persone più significative che lo circondano. Il bambino infatti inizialmente non è ancora capace di vedersi e valutarsi con i propri occhi e ha di se stesso un’immagine riflessa, quella cioè che vede negli occhi, innanzitutto, della madre e del padre. Se questa immagine è positiva egli acquisirà una considerazione positiva di sé, se invece è svalutativa, avverrà il contrario.
  • Il rapporto con il genitore o figure significative in particolar modo:

–       rifiuto o scarsa accettazione da parte del genitore

–       etichette familiari (il buono, il figlio inconcludente, il piccolo di casa…)

–       influenza di modelli familiari

  • Il perfezionismo: si tratta dell’insicurezza di chi non si accontenta mai delle proprie prestazioni ritenendole sempre lontane da quelle a cui si aspirerebbe. L’insicuro perfezionista mira sempre troppo in alto sentendosi spesso deluso, sconfitto e inadeguato
  • Traumi sociali o ambientali:

– eventi traumatici improvvisi e/o imprevedibili (malattie, catastrofi, perdita del lavoro, precarietà …)


Le difese

difese
La persona insicura per fronteggiare il suo disagio può mettere in atto delle strategie difensive che inizialmente risultano funzionali, in quanto aiutano l’insicuro ad evitare e ad non esporsi alla sofferenza che l’insicurezza genera, ma che se cronicizzate si rivelano responsabili di un comportamento relazionale controproducente per il benessere psicologico della persona.

Le strategie difensive più frequenti sono:

 

  • La chiusura


“se con gli altri sto male, preferisco stare da solo”

 

  • La fuga

“visto che non ce la faccio scappo”

 

  • L’evitamento

“non mi sento sicuro, quindi mi ritraggo”

 

  • L’acquiscenza

“non chiedo e non mi  oppongo per non essere rifiutata”

 

  • L’immobilità

“ ho paura di sbagliare, quindi non mi muovo”

 

  • La dipendenza:

“non ce la faccio, quindi mi aggrappo”

 

  •  La rinuncia al legame affettivo

“meglio senza di te che con te”

 

  • La ricerca insaziabile d’amore

“dimostrami che mi ami perché non ci credo”

 

  • L’ inseguimento di chi ci rifiuta

Più ti allontani più ti voglio

 

  • La seduttività


“Seducendoti, ti costringerò ad apprezzarmi”

 

  • L’eccesso di generosità

“Se non mi accetti per ciò che sono lo farai per ciò che ti do”

 

  • Il trasformismo camaleontico

“Sono come tu mi vuoi”

 

  • La finta forza

“Vi faccio vedere io chi sono”

 
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  • Il discredito dell’altro
  • “Più ti svaluto, più valorizzo me stesso”

     

    • La permalosità

    “Se mi critichi non ti perdono”

     

    • La rigidità

    “Sto bene così e non cambio”

     

    • La testardaggine

    “Guai a chi mi dice cosa devo fare”

     

    • Il vittimismo

    “Se non mi faccio compatire non mi presti attenzione”

     

    • Il rifiuto dell’aiuto

    Non voglio essere di peso a nessuno, quindi non voglio aiuto”

    Cosa fare?

     

    • Esplorare

    andare indietro nel tempo per capire da dove, da che

    cosa, da chi, la propria insicurezza possa essere

    originata

    • Comprendere

    Cercare di individuare i propri condizionamenti e le proprie difese che inizialmente sono state adottate per diminuire il disagio e che poi invece cronicizzandosi hanno generato disagi forse maggiori

     

    • Agire</span>

    Osservare molto attentamente le proprie reazioni emotive e i propri comportamenti attuali nel quotidiano, ricollegandoli ai propri condizionamenti e alle proprie difese, riconoscendoli come nocivi e quindi combattendoli per poterli eliminare.

     

    Ricordiamoci, infine, che così come la paura assecondata aumenta la paura, il coraggio conquistato incrementa il coraggio

     



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