Il lutto

agosto 21st, 2014 by admin

 

Dal latino lugere (piangere), è il processo di elaborazione del dolore, delle reazioni vissute nel dire addio ad una persona cara. Si riferisce più propriamente al tipo di perdita connesso alla morte e comprende, oltre al cordoglio interiore, un insieme di pratiche e riti esterni, di natura culturale , sociale e religiosa, che l’accompagnano.

 

La reazione al lutto è molto personale ed è influenzata da vari fattori:

–       circostanze che hanno portato il decesso

–       prevedibilità o meno con cui esso è avvenuto

–       caratteristiche personali di chi subisce il lutto (età, grado di parentela, caratteristiche psicologiche)

–       risorse presenti all’interno del contesto in cui si vive e nel momento in cui si verifica il lutto

 

L’elaborazione del lutto richiede:

–       tempi adeguati

–       rituali e manifestazioni esterne

–       processi psicologici

 

La perdita di una persona amata implica un cambiamento  che coinvolge tutta la vita:

–       visione del mondo

–       modalità di pensiero e di comportamento che facevano riferimento alla persona scomparsa

–       identità

–       credenze

 

Il  processo di elaborazione di elaborazione del lutto conduce, gradualmente:

–       ad una progressiva consapevolezza emotiva e cognitiva della perdita subita

–       ad un’accettazione profonda, maturata attraverso l’integrazione di ogni aspetto di sé  implicato nella perdita

–       ad una stabile ristrutturazione emotivo- cognitiva della percezione di sé che tenga pienamente conto della perdita

 

Manifestazioni e comportamenti legati al lutto:

–       nostalgia del defunto e sofferenza nel desiderio insoddisfatto di rivederlo

–       sconcerto turbamento

–       amarezza e rabbia al pensiero della perdita

–       sensazione che la propria vita sia ormai priva di significato

–       incapacità di fidarsi dell’altro

–       difficoltà a riprendere la propria vita

–       incertezza su proprio ruolo nella vita alla luce della perdita subita

 

Le fasi del lutto:

–       Prima fase: fase della tempesta emozionale

E’ la fase in cui si realizza ciò che è accaduto. E’ presente un senso di stordimento e protesta. Vi può essere un immediato rifiuto per l’accaduto e la presenza di crisi di rabbia e di dolore. Questa fase può durare più giorni e può interessare la persona per tutta la durata del periodo di lutto.

–       Seconda fase: fase della ricerca

In questa fase può essere presente un intenso desiderio e ricerca della persona deceduta, in alcuni momenti è come se fosse ancora in vita. A livello psicologico è caratterizzata da  un senso di irrequietezza e da una preoccupazione eccessiva nei confronti del defunto

–       Terza fase: fase della disperazione della disorganizzazione

nella terza fase si presenta un senso di disorganizzazione e di disperazione. La realtà della perdita comincia ad essere accettata. La persona affranta sembra essere chiusa in se stessa, apatica e indifferente. Spesso si verifica insonnia, calo di peso e la sensazione che la vita abbia perso di senso.

Il ricordo della persona scomparsa diventa costante così come la delusione quando ci si rende conto che restano solo ricordi e che niente potrà cambiare ciò che è accaduto.

–       Quarta fase: fase della riorganizzazione

Gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e si comincia ad avvertire un ritorno alla normalità. La persona deceduta viene ora ricordata con nostalgia e la sua immagine viene vissuta internamente

 

Ma a volte nell’elaborazione del lutto subentrano delle difficoltà

 

Ecco alcune tipologie di lutto complicato

–       lutto ritardato: quando la persona si comporta per un tempo più o meno lungo come se nulla fosse accaduto

–       lutto inibito: quando la persona esprime poche manifestazioni di dolore da separazione ma, in compenso, ostilità, ottundimento affettivo autorimproveri, autodistruttività, ritiro sociale..

–       lutto cronico: quando il lutto perdura oltre il consueto lasso cronologico con la stessa intensità dei primi tempi, senza un graduale assestamento della sofferenza

–       lutto maniacale: nel quale si nega che la perdita del congiunto sia significativa e si esprimono esorcizzanti sentimenti di onnipotenza, iperattività afinalistica e agitazione psicomotoria

–       lutto ossessivo: caratterizzato da un aumento delle inibizioni che si manifestano con un restringimento delle attività e delle relazioni

–       lutto delirante: nel quale la morte della persona cara è attribuita a qualcuno oppure è negata tanto che ci si attende il ritorno del defunto e si pensa di poter entrare in contatto con lui.

–       Il lutto ipertrofico: con reazioni intense e insensibili ad ogni azione consolatoria



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