l’EMDR

agosto 21st, 2014 by admin

–       Emdr è la sigla per Eyes Movement Desensitization and Reprocessing, traducibile con “desensibilizzazione e ristrutturazione attraverso il movimento degli occhi” La tecnica dell’Emdr è stata inventata e messa a punto dalla psicologa americana Francine Shapiro nel 1989 e  da allora è stata applicata ad un numero sempre crescente di disturbi dimostrando la sua validità anche in studi clinici. E’ una tecnica psicoterapeutica che serve a far rielaborare eventi  traumatici (è stato usato in primo luogo per il Disturbo da stress post-traumatico), ma anche altri eventi negativi.

 

–       La seduta avviene così: la persona è invitata a ripensare l’evento traumatico e intanto a focalizzare l’attenzione sui sintomi percettivi, concentrandosi sulle sensazioni fisiche che può provare in relazione a tale evento  (ad esempio essere tachicardia, un groppo allo stomaco, un formicolio delle gambe o delle braccia). Nello stesso tempo, ai fini di quella che è chiamata “stimolazione bi-emisferica”, lo psicoterapeuta farà oscillare a destra e a sinistra due dita di una mano all’altezza degli occhi del paziente chiedendogli  di seguirle con lo sguardo. Oppure tamburellerà sulle mani del paziente in modo alternato sull’una e sull’altra.

–       Lo stimolo dunque può essere oculare o tattile: quel che conta è che sia duplice, che unisca  destra e  sinistra.  In questo modo verrebbero stimolati in contemporanea i nostri due emisferi cerebrali, di cui quello destro è più emotivo, quello sinistro più cognitivo.

–       L’idea guida dell’Emdr è che gli eventi siano ancora così “traumatici” nel vissuto del paziente perché sono rimasti “intrappolati” nell’emisfero destro, senza che il sinistro arrivi a elaborarlo e dargli senso. Con la stimolazione bi-emisferica verrebbe favorita l’integrazione tra i due emisferi e sbloccato il passaggio del trauma alla fase cognitiva. Quel trauma che “non passa mai”, finalmente passerebbe nella dimensione ricordo. Uscendo dal presente per situarsi nel passato.

 

–       L’Emdr di solito si fa con una seduta settimanale della durata di un’ora e mezzo per circa tre mesi (ma ogni caso è a sé). Il trattamento può essere associato a un’altra psicoterapia o, meglio, alla terapia farmacologica.

L’EMDR si dimostra efficace nel trattamento dei seguenti disturbi:

–       disturbo post traumatico da stress

–       disturbi d’ansia

–       attacchi di panico

–       eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (malattia, perdite finanziarie, conflitti coniugali, perdite

finanziarie

–       lutto complicato

–       paura legata alla gravidanza

–       aborti



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