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	<title>Approdo Studio di Psicologia in Firenze</title>
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	<description>Psicologo Firenze</description>
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		<title>Impariamo a volersi bene</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 18:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L’arte di volersi bene si declina in 5 talenti : 1. Essere presenti a se stessi imparando a percepire il proprio corpo e a sentire e a riconoscere le proprie emozioni e i propri bisogni &#160; 2. Avere il coraggio di prendersi cura di sé anche a costo di non piacere: -       sapersi occupare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-1372" title="cuore" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/cuore-300x229.jpg" alt="cuore 300x229 Impariamo a volersi bene " width="300" height="229" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’arte di volersi bene si declina in 5 talenti</strong> :</p>
<p><strong>1. </strong><strong>Essere presenti a se stessi</strong> imparando a percepire il proprio corpo e a sentire e a riconoscere le proprie emozioni e i propri bisogni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Avere il coraggio di prendersi cura di sé anche a costo di non piacere</strong>:</p>
<p>-       sapersi occupare di se stessi</p>
<p>-       gratificarsi</p>
<p>-       essere attenti ai propri limiti</p>
<p>-       distinguere ciò che è buono per se stessi da ciò che non lo è</p>
<p>3. C<strong>oltivare un dialogo umano ed empatico con se stessi e con gli altri attraverso</strong>:</p>
<p>-       l’espressione di sé sincera ed assertiva</p>
<p>-       l’ascolto dell’altro empatico e rispettoso</p>
<p>-       saper ringraziare anche se stessi</p>
<p><strong>4.   </strong><strong>Vivere in accordo con ciò che siamo veramente:</strong></p>
<p>-       ascoltarsi per conoscersi</p>
<p>-       provare ad andare nella stessa direzione dei propri sogni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5. </strong><strong>Educare la propria mente a</strong>:</p>
<p>-       abbandonare i giudizi e trasformarli in sentimenti e bisogni  (cambiare ciò che ti rimprovero in ciò a cui aspiro)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio Approdo offre la possibilità di guidare la persona lungo il percorso verso se stesso e verso la possibilità di imparare a volersi bene</p>
]]></content:encoded>
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		<title>attacchi di panico: guarire si può</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 12:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>

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		<description><![CDATA[Un attacco di panico si ha quando una persona diventa in breve tempo molto spaventata, molto ansiosa o molto a disagio in una situazione nella quale la maggior parte delle persone non proverebbe paura o malessere.Il primo attacco di panico si manifesta quasi sempre durante un periodo in cui tensione o stress sono elevati. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1350" title="panico" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/iStock_000014658459Small-300x199.jpg" alt="iStock 000014658459Small 300x199 attacchi di panico: guarire si può" width="300" height="199" />Un attacco di panico si ha quando una persona diventa in breve tempo molto spaventata, molto ansiosa o molto a disagio in una situazione nella quale la maggior parte delle persone non proverebbe paura o malessere.Il primo attacco di panico si manifesta quasi sempre durante un periodo in cui tensione o stress sono elevati.<br />
Si distinguono due categorie di fattori stressanti:</p>
<ul>
<li><strong>Fattori stressanti psicologici</strong>: ad esempio disaccordo con il partner o i parenti, morte o malattia in famiglia, problemi sentimentali, problemi finanziari o pressioni sul lavoro..</li>
<li><strong>Fattori stressanti fisici</strong>: esaurimento da troppo lavoro, mancanza di sonno, ipoglicemia causata da una dieta…</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>Durante l’attacco di panico si possono avere i seguenti<strong> sintom</strong>i:</p>
<ul>
<li>Respiro affannoso</li>
<li>Palpitazioni</li>
<li>Vertigini o giramenti di testa</li>
<li>Formicolii alle mani o ai piedi</li>
<li>Senso di costrizione e dolore al torace</li>
<li>Sensazione di soffocamento</li>
<li>Sentirsi svenire</li>
<li> Sudorazione</li>
<li>Tremori</li>
<li>Vampate di caldo o di freddo</li>
<li>Debolezza alle gambe</li>
<li>Visione annebbiata</li>
<li>Tensione muscolare</li>
<li>Impressione di non riuscire a pensare chiaramente o di non riuscire a parlare</li>
<li>Impressione che le cose intorno a noi non siano reali</li>
<li>Paura di morire</li>
<li>Paura di perdere il controllo o di comportarsi in modo imbarazzante</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La maggior parte delle persone che soffrono per lungo tempo di attacchi di panico prima o poi iniziano ad evitare una o più situazioni per paura di avere in esse un attacco. Si parla in questi casi di <strong>evitamento</strong>.</p>
<p>Le situazioni più frequentemente evitate sono luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, spazi chiusi, posti lontani da casa o dove comunque è difficile ottenere aiuto.</p>
<p>L’evitamento è dovuto principalmente a 3 fattori:</p>
<ul>
<li>La persona evita la situazione perché crede che causi i suoi attacchi di panico</li>
<li>La persona evita la situazione per paura delle conseguente sociali che l’attacco di panico creerebbe</li>
<li>La persona evita le situazioni dove avere un attacco di panico potrebbe essere pericoloso</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attacco di panico<strong> non è un compagno di viaggio per la vita</strong> ma con un trattamento specifico e con l’aiuto di un esperto può essere risolto.</p>
<p><strong>Lo studio Approdo può essere d’aiuto per affrontare questo nemico ed  offre un percorso specifico mirato alla individuazione, alla focalizzazione, al trattamento e alla cura del problema</strong></p>
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		<item>
		<title>La paternità: “nella pancia di papà”</title>
		<link>http://www.approdopsicologia.it/la-paternita-%e2%80%9cnella-pancia-di-papa%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 14:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[coppia dopo la nascita del primo figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La paternità è un processo complesso che richiede un apprendistato più esteso rispetto a quello della maternità. L’attesa di un figlio per un uomo è, fin dall’annuncio del concepimento, un’epoca critica di elaborazione e di trasformazione. Un tempo delicato in cui egli deve fare i conti con le sue aspettative, con le sue certezze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1343" title="festa-del-papà" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/festa-del-papà-150x150.jpg" alt="festa del papà 150x150 La paternità: “nella pancia di papà”  " width="124" height="145" />La paternità è un processo complesso che richiede un apprendistato più esteso rispetto a quello della maternità.</p>
<p>L’attesa di un figlio per un uomo è, fin dall’annuncio del concepimento, un’epoca critica di elaborazione e di trasformazione. Un tempo delicato in cui egli deve fare i conti con le sue aspettative, con le sue certezze ma anche con i suoi dubbi. Deve cominciare a confrontarsi con l’immagine di un bambino non più fantastico che però appartiene ancora alla sua donna.</p>
<p>Durante l’attesa anche i padri sono “gravidi” quanto la loro partner. Ma sicuramente l’esperienza vissuta dai futuri padri è diversa. Non ci sono infatti i segni fisici della gravidanza, ma quelli psicologici, le emozioni i sentimenti legati al nuovo evento soprattutto quando si tratta del primo figlio. E questi sentimenti sono meno visibili ma non meno profondi e importanti.</p>
<p>Una stereotipata scenografia per lungo tempo ci ha fatto vedere i padri camminare avanti e indietro davanti alla sala parto, immersi in una nuvola di fumo. L’attesa era tutta lì. Riguardava quasi esclusivamente il sesso del nascituro. Non c’era un prima perché la gravidanza e il parto erano “cose da donna” che non li riguardavano. Spesso non c’era neanche un dopo perché per un lungo tempo il figlio era della madre.</p>
<p>Adesso tutto è cambiato. Oggi i padri in attesa sono più preparati ad affrontare il loro futuro ruolo di quanto non potevano esserlo un tempo. Ma quei 9 mesi rimangono pur sempre un momento delicato dove si incontrano paure, incertezze, solitudine. Questi nuovi padri frequentano i corsi di preparazione al parto, si informano sulla gravidanza, assistono alla nascita, partecipano al travaglio della compagna. In una parola ci sono, sono protagonisti e non più solo spettatori.</p>
<p>Dal padre ci si aspetta collaborazione, partecipazione, competenza. Sia prima che dopo la nascita. E tutto questo ha grande valore ma ha posto altri problemi.</p>
<p>Il nuovo padre è chiamato subito ad essere protagonista ed entrare nel ruolo, assumendosi le responsabilità che comporta la funzione genitoriale. Il più delle volte però è solo, senza modelli di riferimento, perché a suo tempo suo padre non ha fatto quello che tutti si aspettano da lui.</p>
<p>I consigli, i suggerimenti, le lezioni del corso preparatorio servono, ma a volte non bastano. Anche perché tutto di solito è incentrato sulla gravidanza vista e vissuta dalla donna.</p>
<p>E’  su questo pentagramma di emozioni che un padre “gravido” vive la gioia dell’attesa ma anche il disagio rispetto alle nuove responsabilità che lo attendono. Al pari della sua compagna ha dubbi relativi  all’integrità fisica del bambino, si confronta con l’angoscia della nascita e con l’incertezza del futuro che attende il figlio. In silenzio si interroga sulle sue capacità di diventare genitore e assolvere i suoi compiti. Si imbatte nella rabbia per il cambiamento di vita che lo attende, per il “rivale” ancora sconosciuto che dovrà incontrare. E poi deve confrontarsi con il suo essere stato figlio mentre affiora la relazione con il proprio padre.</p>
<p>Per nascere come padre, dunque, un uomo dovrà prima riconoscere e accettare tutto questo travaglio</p>
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		<item>
		<title>Prendersi cura dell’amore: la coppia dopo la nascita del primo figlio, sportello psicologico per i neo- genitori</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 06:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[coppia dopo la nascita del primo figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arrivo di un bambino rappresenta un momento  di grande gioia per i genitori. Allo stesso tempo costituisce una vera e propria fase critica di transizione che richiede necessariamente una notevole capacità di cambiamento e di adattamento, soprattutto se si tratta del primo figlio. L’arrivo del figlio mette i genitori nella condizione di doversi confrontare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1335" title="affettività" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/affettività-150x150.jpg" alt="affettività 150x150 Prendersi cura dell’amore: la coppia dopo la nascita del primo figlio, sportello psicologico per i neo  genitori " width="130" height="150" /></p>
<p>L’arrivo di un bambino rappresenta un momento  di grande gioia per i genitori. Allo stesso tempo costituisce una vera e propria fase critica di transizione che richiede necessariamente una notevole capacità di cambiamento e di adattamento, soprattutto se si tratta del primo figlio.</p>
<p>L’arrivo del figlio mette i genitori nella condizione di doversi confrontare con le richieste di cura da parte del bambino, con le tensioni emotive che ne derivano, con le limitazioni in altre opportunità di vita e con le tensioni che si possono creare nella relazione coniugale.</p>
<p>Innanzitutto, l’arrivo di un figlio richiede un notevole impegno, sia da un punto di vista fisico  che emotivo, al quale il genitore non sempre è sufficientemente preparato. Sebbene alla nascita il bambino sia sufficientemente attivo, è comunque altamente dipendente dai suoi genitori. I risvegli notturni accompagnati dal pianto e le attenzioni e le cure costanti e tempestive, di cui egli necessita, comportano un dispendio notevole di energie fisiche da parte dei genitori. Ciò è particolarmente vero soprattutto per le neo mamme, poiché sono spesso queste ultime ad avere maggiori responsabilità nella cura dei figli, anche quando entrambi i partner lavorano e i compiti familiari sono attivamente condivisi dai mariti.</p>
<p>L’impegno richiesto ai genitori è ancora più elevato nel caso, frequente ed abituale, in cui questi si trovino ad essere coinvolti in attività parallele ( necessità di lavorare, presenza di altri figli, o di una persona malata in casa) nonché in presenza di caratteristiche fisiche o comportamentali nel figlio tali da renderne particolarmente onerosa la cura.</p>
<p>Inoltre, soprattutto il primo figlio e le prime fasi di vita coniugale richiedono spesso ai genitori di dedicare più tempo alla famiglia e rinunciare o limitare la propria indipendenza e autonomia, sacrificando parzialmente o totalmente altre attività e opportunità della loro vita, come la realizzazione in ambito professionale, l’accudimento degli altri figli, il provvedere alle faccende  domestiche e alla gestione dell’ economia familiare l’intrattenere attività ricreative o di svago e di relazione sociale. Tutto ciò può comportare un notevole stress, per esempio frustrazione per l’impossibilità di perseguire obiettivi personali o per la ridotta possibilità di distrarsi, nel caso di rinuncia di altre attività o preoccupazioni per il calo delle entrate economiche nel caso di riduzione delle ore di lavoro.</p>
<p>Infine l’arrivo di un figlio comporta anche una rinegoziazione dei ruoli genitoriali e del rapporto tra coniugi. Non solo si avvia una nuova relazione con il bambino , ma si modificano le relazioni  all’interno della famiglia.</p>
<p>La nascita di un bambino può produrre un declino della qualità ella relazione coniugale che può proseguire negli anni successivi. Al dispendio psicofisico e alla limitazione e rinuncia di altre opportunità della propria vita si aggiungono notevoli modificazioni nel modo di vivere la sessualità, una riduzione dell’interesse sessuale e dell’intimità e la nascita di gelosie e sensi di colpa con una riduzione sostanziale del livello di soddisfazione coniugale.</p>
<p>In questi casi l’adattamento dipende soprattutto dalla qualità della relazione coniugale precedente alla nascita del primo figlio e dal modo in cui la coppia reagisce al cambiamento che l’arrivo del figlio comporta.</p>
<p>Pertanto una riduzione sostanziale della soddisfazione coniugale si verifica prevalentemente in quelle coppie che vivevano una situazione di difficoltà sin da prima che il figlio nascesse. Quando il livello di soddisfazione è basso già dall’arrivo del primo figlio è poco probabile che migliori in seguito soprattutto in caso di coppie altamente conflittuali e di quelle in cui la condivisione delle responsabilità è scarsa.</p>
<p>L’adattamento all’arrivo del figlio è influenzato anche dall’ordine di genitura. La nascita del primo bambino, infatti, sollecita un maggiore cambiamento rispetto allo stile di vita precedente e un maggiore adattamento ad una nuova esperienza. Inoltre i figli primogeniti sebbene godano spesso di una relazione genitore- figlio più intensa costituiscono il banco di prova come genitore per cui i livelli di ansia e insicurezza sono più elevati.</p>
<p>Pertanto l’arrivo di un figlio soprattutto se primogenito, richiede ai genitori una certa capacità di adattamento e un sostanziale cambiamento rispetto allo stile precedente. I genitori devono confrontarsi con le richieste di cura da parte del figlio, con le limitazioni in altre opportunità di vita e con le tensioni che si possono  creare nella relazione coniugale. Tutto ciò può comportare un certo livello di ansia, stress, preoccupazione e insicurezza circa la propria capacità di fronteggiare in maniera adeguata la situazione. In alcuni casi i genitori non riescono a fronteggiare la crisi con il risultato di un disagio psicologico e di un disadattamento familiare.</p>
<p>E’ stato evidenziato però che una buona preparazione alla maternità e paternità è spesso sufficiente a diminuire le preoccupazioni e le paure dei futuri genitori e ad aumentare in loro un maggiore senso di controllo sulla situazione.</p>
<p><strong>Risulta quindi importante prepararsi emotivamente a diventare genitori sia in modo autonomo sia qualora lo si ritenga opportuno con il sostegno e l’aiuto di un esperto. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Conosciamo l&#8217;ansia sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ne soffre L’ansia sociale è un disturbo che interessa gran parte della popolazione. Secondo alcune ricerche ne soffre una percentuale che varia dal 6 al 13 per cento della popolazione. Ciò significa che l’ansia sociale è molto più comune di quanto non si pensi e di conseguenza un numero molto alto di persone vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1235" title="mondo" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/mondo-259x300.jpg" alt="mondo 259x300 Conosciamo lansia sociale " width="230" height="266" /></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Chi ne soffre </span></strong></p>
<p>L’ansia sociale è un disturbo che interessa gran parte della popolazione. Secondo alcune ricerche ne soffre una percentuale che varia dal 6 al 13 per cento della popolazione. Ciò significa che l’ansia sociale è molto più comune di quanto non si pensi e di conseguenza un numero molto alto di persone vive con difficoltà le situazioni sociali.</p>
<p>Chi vive questa difficoltà in genere racconta di essersi sentito da sempre timido ed inibito oppure che l’ansia sociale è cominciata in adolescenza o nella prima età adulta.</p>
<p>Anche se la differenza è lieve, le donne che soffrono di ansia sociale sono più numerose degli uomini. Inoltre, spesso, il sesso della persona determina anche una certa diversità nella tipologia delle situazioni temute. Ad esempio, gli uomini identificano l’uso del bagno pubblico come una delle situazioni più temute, mentre le donne andare ad una festa è al primo posto tra le circostanze che generano ansia e paura.</p>
<p>In chi soffre di ansia sociale solitamente si riscontra la tendenza ad abbandonare la scuola o a frequentarla con un profitto più scarso rispetto alle effettive capacità della persona, a cercare lavori che richiedano un limitato contatto con gli altri o ad accettare incarichi di livello inferiore rispetto alle proprie competenze e ad avere più difficoltà relazionali.</p>
<p>Questo non significa assolutamente che chi soffre di ansia sociale sia meno valido degli altri, ma solo che si trova a combattere contro un nemico in più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le cause </span></strong></p>
<p>Non è possibile individuare la causa principale a cui attribuire con certezza l’origine di questo disagio. Le cause sono molteplici e spesso intrecciate tra loro e vanno in genere ricercate nell’interazione tra le caratteristiche genetiche e l’ambiente .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Familiarità per i disturbi d’ansia </span></p>
<p>Il fattore familiarità è uno degli elementi che incidono in modo decisivo sulla comparsa del disturbo; con questo termine si fa riferimento alla presenza tra i membri della famiglia di un disturbo d’ansia ( non necessariamente ansia sociale). Esisterebbe quindi una forma di predisposizione biologica ovvero una sorta di fragilità innata che, in presenza di condizioni facilitanti, può rendersi manifesta. Di conseguenza è possibile affermare che i fattori genetici, almeno in alcuni casi, giocano un ruolo significativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Temperamento </span></p>
<p>Il temperamento è espressione della variabilità tra gli individui ed è presente fin dalla nascita. Ci sono individui che nascono con un temperamento più calmo e riflessivo e che tendono a cercare meno gli stimoli sociali ed a interagire meno con gli altri. Questo può portare ad allenare meno le proprie abilità relazionali e a costruire una rete sociale poco allargata. Le persone con un temperamento calmo e riflessivo mostrano una maggiore timidezza ed una sensibilità più acuta agli stimoli sociali. Tendono quindi ad essere fin dall’infanzia più chiusi nei confronti degli altri.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fattori educativi </span></p>
<p>Altre caratteristiche di tipo ambientale possono contribuire allo sviluppo dell’ansia sociale:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Genitori ansiosi</span></p>
<p>crescere con un genitore ansioso comporta la costante esposizione ad un modello di comportamento dal quale si può apprendere che c’è da preoccuparsi, che è giusto aver paura e che è meglio stare alla larga dalle situazioni pericolose.  Un genitore ansioso può inoltre rafforzare nel bambino comportamenti di evitamento. Ammonizioni e richiami continui in presenza di possibili pericoli non fanno che rafforzare nel bambino la convinzione che il mondo è pericoloso e che lui non ha la capacità necessarie di fronteggiarlo. L’iperprotezione può tenere i bambini lontani da esperienze formative e da occasioni utili per imparare a fronteggiare le paure e le difficoltà.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ipercriticismo </span></p>
<p>A volte invece i genitori possono essere nei confronti dei figli esigenti ed ipercritici al punto da far radicare in essi la convinzione di dover essere sempre all’altezza, di non poter commettere errori e più in genere di dover sempre soddisfare le aspettative degli altri.</p>
<p>Il bambino può imparare che il giudizio degli altri è fondamentale e convincersi che è essere criticati o disapprovati è veramente terribile. Inoltre un ricorso eccessivo alla critica può generare nel bambino la convinzione di non valer niente e scoraggiarlo ogni volta che ha l’occasione di mettersi in gioco.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Isolamento sociale familiare </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A volte i genitori conducono una vita isolata e povera di contatti sociali, per timidezza, per mancanza di occasioni o per diffidenza nei confronti degli altri. In questo modo il bambino può essere privato delle occasioni per imparare ad avere interesse e fiducia negli altri, per abituarsi alla loro presenza e non aver timore. Inoltre, gli vengono a mancare occasioni concrete per imparare alcune abilità sociali di base come ad esempio salutare senza vergognarsi, esprimere le proprie idee, conversare senza timore.</p>
<p>Altre volte accade che i genitori stessi siano diffidenti nei confronti degli altri e trasmettono ai figli la convinzione che “la gente è cattiva” che “è meglio tener per sé le proprie opinioni” o che “gli altri vogliono solo approfittarsi”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Apprendimento </span></p>
<p>Alcune ricerche hanno evidenziato che le persone che soffrono di ansia sociale possono aver vissuto esperienze traumatiche legate alla relazione con l’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I sintomi</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Area del pensiero</span>:</p>
<ul>
<li>Costante      preoccupazione riguardo a ciò che penseranno gli altri</li>
<li>Pensare che      qualsiasi cosa si faccia o si dica sia sbagliata</li>
<li>Convinzione di      non poter sostenere la situazione</li>
<li>Pensare di      essere osservati da tutti</li>
<li>Convinzione che      gli altri non provino ansia sociale</li>
<li>Essere molto      critici verso se stessi</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Area del comportamento</span></p>
<ul>
<li>Cercare di      evitare la situazione</li>
<li>Evitare il      contatto oculare</li>
<li>Cercare di non      attirare l’attenzione</li>
<li>Provare a      nascondere la propria difficoltà</li>
<li>Scusarsi senza      ragione</li>
<li>Non dire NO      quando si dovrebbe</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Area delle sensazioni somatiche </span></p>
<ul>
<li>Tensione      muscolare</li>
<li>Nausea</li>
<li>Rossore</li>
<li>Vampate di      calore</li>
<li>Balbettio</li>
<li>Sudorazione</li>
<li>Batticuore</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Area delle emozioni e delle sensazioni </span></p>
<ul>
<li>Senso generale      di agitazione e di preoccupazione all’avvicinarsi della situazione temuta</li>
<li>Sensazione di      incapacità</li>
<li>Sensazione di      essere al centro dell’attenzione</li>
<li>Sensazione di      imbarazzo</li>
</ul>
<p>Senso di sconfitta e tristezza al termine della situazione</p>
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		<title>Le fasi dell&#8217;ansia sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Attesa della situazione: L’idea stessa si dover affrontare una situazione  temuta ci provoca una forte reazione ansiosa: • i pensieri si rivolgono frequentemente al contesto •Si formano nella nostra mente immagini catastrofiche degli avvenimenti •L’ansia cresce man mano che si avvicina il momento temuto La situazione: L’ansia aumenta rapidamente, il cuore comincia a galoppare, nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1241" title="le fasi ansia sociale" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/le-fasi-ansia-sociale-150x150.jpg" alt="le fasi ansia sociale 150x150 Le fasi dellansia sociale " width="150" height="150" />Attesa della situazione</strong>:</p>
<p>L’idea stessa si dover affrontare una situazione  temuta ci provoca una forte reazione ansiosa:</p>
<div>• i pensieri si rivolgono frequentemente al contesto</div>
<div>•Si formano nella nostra mente immagini catastrofiche degli avvenimenti</div>
<div>•L’ansia cresce man mano che si avvicina il momento temuto</div>
<div>
<p><strong>La situazione:</strong></p>
<p>L’ansia aumenta rapidamente, il cuore comincia a galoppare, nella mente cominciano a girare vorticosamente pensieri come: “Farò una figuraccia”, “ mi bloccherò”…</p>
<p>Si innesca un circolo vizioso:</p>
<div>•L’agitazione cresce</div>
<div>•Si rafforzano i pensieri negativi</div>
<div>•Comincia a radicarsi la convinzione di essere al centro dell’attenzione</div>
<div>•Sembra di essere sotto un riflettore che mette in risalto il disagio provato</div>
<div>
<p><strong>La valutazione personale successiva</strong> :</p>
<div>•Finalmente il momento dell’esposizione è finito</div>
<div>•L’ansia lentamente scende ma lascia il posto alla feroce autocritica</div>
<div>•Si cominciano a rivedere tutti i propri errori</div>
<div>•La critica risulta ingiusta e non fa altro che abbattere e dare la sensazione di essere incapaci</div>
</div>
</div>
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		<title>Ansia sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ansia sociale è caratterizzata dalla paura intensa e persistente di affrontare le situazioni in cui si è esposti alla presenza e al giudizio degli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1245" title="homer" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/homer-150x150.jpg" alt="homer 150x150 Ansia sociale " width="150" height="150" />L’ansia sociale è caratterizzata dalla paura intensa e persistente di affrontare le situazioni in cui si è esposti alla presenza e al giudizio degli altri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>chi accudisce chi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricorda che anche tu hai bisogno di sostegno. In quanto sostenere qualcuno può essere faticoso. Assicurati di aver un posto dopo poterti scaricare e dove ottenere sostegno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1251" title="mani" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/mani-150x150.jpg" alt="mani 150x150 chi accudisce chi " width="150" height="150" />Ricorda che anche tu hai bisogno di sostegno. In quanto sostenere qualcuno può essere faticoso.</p>
<p>Assicurati di aver un posto dopo poterti scaricare e dove ottenere sostegno</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come essere d&#8217;aiuto in famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosci il tuo ed il suo nemico: Imparare in che modo funziona l’ansia e in che modo la persona che stai supportando è rimasta intrappolata dal suo impatto su di lei. Ricorda che la paura che prova è reale, ma il risultato che teme di solito non lo è. Aiutalo/a a capire in che modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1255" title="aiuto famiglia" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/aiuto-famiglia-150x150.jpg" alt="aiuto famiglia 150x150 Come essere daiuto in famiglia" width="150" height="150" />Conosci il tuo ed il suo nemico</strong>:</p>
<p>Imparare in che modo funziona l’ansia e in che modo la persona che stai supportando è rimasta intrappolata dal suo impatto su di lei.</p>
<p>Ricorda che la paura che prova è reale, ma il risultato che teme di solito non lo è.</p>
<p>Aiutalo/a a capire in che modo la paura viene attivata senza necessità e stai vicino lungo il percorso di lotta a quella paura<strong></strong></p>
<p><strong>Aiutalo ad usare l’estintore:</strong></p>
<div>•Prova a trovare con lui/lei attività che possono rilassarlo</div>
<div>•Persevera quando la situazione si fa difficile</div>
<div>•Accompagnalo/a quando deve affrontare situazioni che scatenano ansia</div>
<div>
<p><strong>Mantieni la speranza per lui quando lui sembra perderla</strong> :</p>
<p>Sostieni e credi alla possibilità che dall’ansia si possa uscire</p>
<p>Lavora con lui/lei ad ottenere l’aiuto e il supporto di cui ha bisogno per rendere la guarigione una realtà</p>
<p>In quei giorni in cui si sente privo di speranza continua a credere anche per lui/lei che possa farcela</p>
<p>Aiutalo/a a concedersi il giusto tempo ad affrontare ogni sfida</p>
<p>Celebra con lui/lei ogni successo</p>
</div>
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		<title>Ansia e famiglia..</title>
		<link>http://www.approdopsicologia.it/ansia-e-famiglia/</link>
		<comments>http://www.approdopsicologia.it/ansia-e-famiglia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sostenere qualcuno che soffre d’ansia può essere molto difficile. Le ansie spesso appaiono totalmente irrazionali viste dall’esterno e potresti sentirti molto frustrato vedendo il modo in cui l’ansia ha effetto sulla persona che soffre e la sua apparente incapacità di combatterla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1269" title="mani" src="http://www.approdopsicologia.it/wp-content/uploads/mani1-150x150.jpg" alt="mani1 150x150 Ansia e famiglia.. " width="150" height="150" /></p>
<p>Sostenere qualcuno che soffre d’ansia può essere molto difficile. Le ansie spesso appaiono totalmente irrazionali viste dall’esterno e potresti sentirti molto frustrato vedendo il modo in cui l’ansia ha effetto sulla persona che soffre e la sua apparente incapacità di combatterla</p>
]]></content:encoded>
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